Riscaldare col sole – Nonostante una temperatura di -50°C! 

 

Un impianto solare in Antartide – impossibile? Esattamente il contrario. Nonostante una temperatura di 50 gradi sotto zero e raffiche di vento che raggiungono i 250 chilometri all'ora, un gruppo di ricercatori belgi ha dotato la loro stazione di ricerca “Princess Elisabeth”, nell'Antartide dell'est, di un impianto ad energia solare. Si tratta di un impianto installato nel 2009, in grado da allora di produrre il calore necessario per fondere il ghiaccio, riscaldare l'ambiente e naturalmente mantenere liquida l'acqua potabile.

 

L'ingegnere belga Thomas Gillon ha esaminato che tipo di prestazioni riescano a fornire collettori e impianti solari Consolar sotto condizioni estreme, come esempio da fornire per la construzione prima stazione di ricerca antartica a emissioni zero.

Grazie alla propria affidabilità e alla qualità delle prestazioni fornite dai propri componenti anche in condizioni estreme, Consolar è stata scelta come produttore per gli impianti solari termici.

 

Il fabbisogno energetico viene soddisfatto tramite 2 impianti solari termici Consolar. Uno, grazie a 18 (TUBO) collettori a tubo sottovuoto e 3 accumulatori di calore, si occupa del riscaldamento dell'acqua potabile. L'altro, che consiste in 12 collettori e un accumulatore, provvede al riscaldamento della stazione solare e alla generazione di acqua fresca attraverso uno “Snow Melter”. L'acqua utilizzata nella centrale deve essere resa liquida a causa delle basse temperature all'esterno, prima di poter essere utilizzata nella stazione.

La neve è mischiata in un contenitore assieme all'acqua calda degli accumulatori solari e portata a fondere, quindi l'acqua ottenuta è pompata in due contenitori di stoccaggio. Qui tramite sensori viene deciso se vada aggiunta ulteriore neve o meno. In modo che sia sempre disponibile acqua, è stata sviluppata dall'azienda produttrice dello “Snow Melter” una propria regolazione, la cui logica si confa a quella tradizionale di una centralina solare; il calore per lo sgelo viene così prodotto esclusivamente dall'impianto solare termico.

L'accumulatore di calore, dotato di una capacità di 560 litri, funziona grazie a 2 X 6 collettori a tubo sottovuoto (TUBO). Può essere prelevato ulteriore calore attraverso un ulteriore scambiatore di calore, per poter scaldare una camera di supporto, nella quale sono situati gli strumenti, i vestiti e gli equipaggiamenti necessari per le spedizioni.

Decisivo per la scelta di un accumulatore Consolar risultò essere la sua particolare tecnica di costruzione con scambiatori di calore interni passivi.

L'installazione di tubi collettori porta vantaggi nel collettore durante fase di stagnazione e facendo riferimento all'umidità nel pannello causata dalle condizioni climatiche, visto che la condensa e la neve che vi si deposita – per esempio durante una tempesta di neve – può defluire da sotto senza provocare danni.

 

Oltre all'impianto Consolar, impianti eolici e un impianto fotovoltaico si prendono cura del fatto che la stazione “Princess Elisabeth possa soddisfare le proprie esigenze energetiche attraverso fonti rinnovabili al 100%.

Anche quando non è possibile una illuminazione solare diretta al 100% a causa del tipo di clima presente nell'antartico, i particolari collettori a tubo sottovuoto presenti sul tetto riescono a raggiungere una temperatura abbondantemente superiore ai 100 gradi, riuscendo quindi a fornire riscaldamento solare al team di ricerca anche senza essere esposti direttamente al sole.

Il progetto nell'antartico mostra come impianti termici solari possano essere una soluzione anche per condizioni climatiche estreme e regioni con meno ore di luce. Consolar fornisce con ciò un contributo ulteriore nella documentazione dell'enorme potenziale delle energie rinnovabili.

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